Gli Ipogei di Agrigento

Gli Ipogei di Agrigento

Scritto da
Lillo Di Piazza

Gli ipogei di Agrigento sono scavi e gallerie artificiali, realizzate dall’uomo in diverse epoche, nella stessa roccia usata per erigere i monumenti storici della città e gran parte del centro storico. La funzione principale degli ipogei era quella di raccogliere le acque sotterranee. L’intero labirinto si estende per quasi 17 chilometri. Si possono distinguere quattro grandi “tronchi” in base alla posizione degli antichi condotti: Tronco Rupe Atenea, Tronco dello Sperone, Tronco di Monserrato e il Tronco del Colle.

Proprio in quest’ultimo è presente l’ingresso del ipogeo labirinto del purgatorio, il quale è stato realizzato durante il periodo borbonico nel 1860 per rendere più agevole l’accesso al condotto. Prima di allora per accedere ai sotterranei era necessario calarsi con delle corde dai pozzi dei giardini di alcune abitazioni private della via neve e delle via sanzo.

Nel 1986 questo tratto lungo circa 150 metri è stato consolidato con cemento e ricoperto da intonaco bianco, una scelta inspiegabile che ha alterato profondamente la magica atmosfera dei luoghi.

Gran parte degli ipogei hanno subito gravi danni durante la frana che colpì Agrigento nel 1966. Provocando l’ostruzione di diversi ingressi.

Tutti gli ipogei sono caratterizzati da numerose stalattiti e il tutto è immerso in un surreale silenzio, interrotto solo dallo stillicidio dell’acqua.

Gli ipogei di Agrigento – Reportage di Pietro Fattori

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